I popoli italici

(attenzione: alcuni testi non sono stati rielaborati, sapresti capire quali?Prova a fare un piccolo controllo delle fonti....!

L'antico popolo veneto



I Veneti venivano chiamati anche VENETECI o PALEOVENETI per distinguerli dagli abitanti del Veneto.

Erano nell'Italia nord -orientale, dopo il secondo millennio A.C. Si posizionarono vicino al Lago di Garda e i colli Euganei, oltre il fiume c'era gente di ceppo Illirice, anche se fino all'Isonzo la presenza Veneta era tanto forte di popolazione Veneta -Illirica.
La storia dei Veneti si divide in due momenti : uno Antico (V° SECOLO A.C.) in cui è evidente l'originalità culturale Veneta piu' recente fino al 1° SECOLO A.C..
Nel periodo antico c'erano rapporti culturali con la civiltà Villanoviana ,con l'Egeo e l'Oriente, successivamente con gli Etruschi. Nel periodo piu' recente essi vennero a contatto prevalentemente con i Galli. I Migranti che giunsero nell'area Veneta dalle regioni NORD-ORIENTALI piu' probabilmente gruppi colonizzatori tosco che un ingente massa di popolazione.Erano abili guerrieri e commercianti,erano anche bravi nell'allevamento del bestiame.I Veneti si stanziarono in piccoli villaggi nelle zone della VALBELLUNA e nella PIANURA PADANA.I nuovi abitanti avevano poche capanne rettangolari , quando esse si spandevano se ne costruivano di nuove.Le case erano di legno ricoperte di argilla.Le maggiori città furono: ESTE, ALTINO, PADOVA, MONTEBELLUNA, OPPEANO e GAZZO VERONESE.I Veneti indossavano grandi mantelli di lana che venivano appoggiati sulle spalle,portavano dei cappelli e stivali.I guerrieri portavano scudi rotondi,elmi di ferro e una lancia,successivamente anche le spade.Quando uno di essi moriva veniva cremato e durante la sepoltura venivano offerti CIBO e BEVANDE agli DEI. Erano Politeisti(credevano in tanti dei).Una Dea era REITIA essa era la dea: GUARITRICE, DELLA NATURA,PROTETTRICE DELLE NASCITE E DELLA FERTILITA'.Scrivevano in alfabeto ETRUSCOIDE e parlavano LATINO.L'arte dei Veneti era chiamata”ARTE DELLE SITULE”create dal bronzo da cui si ricavavano lamine lavorate a sbalzo.I Veneti erano molto bravi in geometria, ed a raffigurare figure naturali e umane.

AUTORI:FRANCESCO,MATTIA E GABRIELE.
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I Villanoviani

Non si conosce l' origine dei Villanoviani, ma ci sono tre popoli che vi potrebbero discendere:Etruschi, Osco-Umbri e Latini.
Gli accampamenti erano costituiti da case fatte con argilla e paglia.
Villanoviano è cio'che definisce un aspetto culturale definito da caratteristiche materiali.Tra il 1853 e il 1855 furono ritrovate quasi 200 tombe con caratteristiche simili.L' aspetto villanoviano caratterizzò l' Etruria Tirrenica,l' Emilia Romagna,le Marche,la Campania e la Lucania.I morti erano ospitati in anfore nello specifico URNE FUNERARIE, si praticava l' incinerazione e le tombe erano anche a fossa.Al loro interno c' erano oltre al morto,anche alcuni oggetti appartenenti al defunto

I Lucani

I Lucani erano un popolo di ceppo Indoeuropeo, stanziato sui monti dell'Appennino centrale. Alla fine dell'età del ferro, verso il 500 a.C., dopo aver fondato Teggiano ed Atena Lucana, lungo il fiume Tanagro, si diressero verso l'Agri, fondarono la città di Grumentum e si diffusero anche nell'intera Lucania, mescolando­si con gli autoctoni, ossia con le popolazioni indigene, siano esse Pelasgi o Enotri.
Il nome Lucani deriva dal termine osco lukon che significa lupo.
La Lucania ha origine con i Lyki , popolazione proveniente dall'Anatolia, mentre a partire dall'VIII secolo sulle coste s'insediano i Greci. Comunque la Lucania di allora avava confini diversi da oggi: infatti si estendeva tra i fiumi Lao (Calabria) e Sele (Campania) sul Tirreno e tra i fiumi Crati (Calabria) e Bradano (Lucania) sullo Ionio.
Intanto tribù osco-sabelliche scendono dall'interno per combattere il predominio greco che, non dimentichiamolo, arriva sino a Poseidonia , loro capitale. Distruggono tutto, tranne Velia .
Nel 282 a.C., i Lucani, dopo una certa resistenza, furono assoggettati dai Romani. Questi, nell'epoca repubblicana, fecero di Grumentum un fiorente centro commerciale, colle­gato tramite la via Popilia da una parte al Tirreno, dall'altra allo Ionio. Dopo l'avvento di Roma, i Lucani si alleano con Pirro ma poi seguono le vicende romane, quindi anche la caduta dell'Impero e l'arrivo dei barbari. (tratto da http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Italici/Lucani.html )

SCRITTO da LUCA

I Volsci


Popolazione di origine indoeuropea, bellicosa, che viveva di pastorizia e di agricoltura in una zona, anche molto ricca di minerali utili per la lavorazione del ferro e del rame, lungo il fiume Liri comprendente il basso Lazio, l'alta Campania e il basso Molise. Alcuni aspetti della loro cultura rimangono ancora oggi in Campania, come quello di fare un pranzo dopo un funerale. I Volsci erano un antico popolo italico.
Il nome dei Volsci deriva dalla radice vols. Attraverso le valli appenniniche, tra il VI e V secolo a.C., raggiunsero il mar Tirreno dando luogo a due gruppi: Volsci Ecetrani (all'interno) e Volsci Anziati (lungo la costa tirrenica). All’epoca del primo secolo della Repubblica romana la capitale del territorio comandato dai Volsci era Antium (Anzio). In quel periodo abitavano un'area parzialmente collinosa e parzialmente paludosa del sud del Lazio limitata dai Sanniti a sud, dagli Ernici ad est.
I Volsci parlavano Volsco, un linguaggio italico, che era strettamente collegato ad altre lingue italiche tra cui l'umbro, ma anche, più alla lontana, al latino. Il documento linguistico più importante è un breve testo inciso su una accetta rinvenuta a Satricum, datata alla prima metà del V secolo.
I Volsci furono fra i nemici più pericolosi di Roma e contro di essa si allearono frequentemente con gli Equi, mentre gli Ernici dal 486 a.C. in poi furono alleati di Roma. Secondo Tito Livio, uno storico romano, erano «ferocior ad rebellandum quam bellandum gens», ossia un popolo più feroce nel ribellarsi che nel guerreggiare.
Nel territorio volsco si trovava l'importante città di Velitrae (la moderna Velletri), luogo di provenienza della famiglia di Ottaviano Augusto. Da questa città proviene una breve iscrizione, comunque molto interessante come reperto, databile probabilmente intorno all'inizio del III secolo a.C .; è incisa su una piccola piastra di bronzo (ora al museo di Napoli), che una volta doveva essere fissata a qualche oggetto religioso, dedicato al dio Declunus (o la dea Decluna). Oltre a Velletri altri centri erano Atina, Frùsino, Satricum, Arpinum, Arx fregellana, Sora, Anxur, Setia , Privernum , Fabrateria Vetus (l'attuale Ceccano), Casinum, quest'ultima sorta però molto più tardi rispetto alle altre. Le Città di Sora, Satricum, Frusino, Velitrae, Arpinum e Fregellae divennero in seguito importanti colonie romane.
La ricchezza della terra dei Volsci fu oggetto di interesse per i Sanniti ed i Romani. Uscirono sconfitti nelle guerre sannitiche, parteciparono con insuccesso alle guerre civili e sociali, capeggiarono numerose rivolte contro Roma, subendo perdite di indipendenza, di ricchezze e deportazioni. La loro cultura scomparve in seguito ad un processo di romanizzazione.
(fonte: http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Italici/Volsci.html)
Alice , Lea e Chiara .

Gli umbri
Gli Umbri furono un popolo italico. Parlavano una lingua indoeuropea del gruppo osco-umbro, l'umbro, scritto con alfabeto proprio di derivazione greco-occidentale, non molto dissimile dagli altri alfabeti italici. Occuparono un'area che in epoca classica si estendeva dall'alta e media valle del Tevere fino al mar Adriatico, comprendendo anche l'odierna Romagna: delimitata dal Tevere ad ovest e dall'Adriatico ad est; in precedenza avevano occupato anche i territori dell'odierna Toscana e della valle Padana; poi l'espansione di Celti ed Etruschi confino' gli Umbri alla zona ad est del medio corso del Tevere, mentre ad ovest del fiume fioriva la potenza Etrusca. L'ingresso dei popoli osco-umbri in italia, provenienti dall'europa centro-orientale dove si cristallizzarono come gruppo l'inguistico autonomo all'interno della famiglia indoeuropea, è generalmente collocato nella seconda metà del 2 millennio a.C. L'arrivo degli osco-umbri in italia è stata posto da alcuni studiosi in correlazione con lo sviluppo della civiltà villanoviana cronologicamente compatibile; tuttavia tale nesso è, allo stato, soltanto una delle ipotesi formulate, anche se rafforzata dal fatto degli gli insediamenti storici degli umbri.
L'ingresso dei popoli osco-umbri in italia provenienti dall'europa centro-orientale dove si cristallizzarono come gruppo linguistico autonomo all'interno della famiglia indoeuropea.
Le regioni :la penisola Italiana, nella piu' antica fase della storia, fu interessata dall'arrivo di varie popolazioni. (tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Umbri)

L'antico popolo sardo

Situata strategicamente al centro del Mar Mediterraneo occidentale, la Sardegna fu da tempi antichissimi un attracco obbligato per i navigatori che incrociavano in quelle acque in cerca di materie prime e di sbocchi commerciali. Le prime tracce di presenza umana (Homo Erectus) in Sardegna risalgono al Paleolitico Inferiore e consistono in rudimentali selci scheggiate, ritrovate nel sassarese, risalenti a un periodo compreso tra i 500.000 e i 100.000 anni fa. Le prime tracce di Homo sapiens sapiens risalgono invece a circa 14.000 anni a.C. Gli scavi effettuati nella "Grotta Corbeddu", presso Oliena, hanno restituito pietre sbozzate e fossili umani. Le testimonianze del Neolitico sono numerose. I più antichi abitanti di quest'epoca incidevano le ceramiche con il bordo di una conchiglia, il "cardium edulis". La civiltà cardiale si sviluppò sino al 4500 a.C. La successiva civiltà di "Bonu-Ighinu" durò fino al 3500 a.C. circa e a essa seguì la civiltà di "San Michele" che si estese fino al 2700 a.C. I sardi neolitici vivevano sia all'aperto che in grotte, allevavano bestiame, utilizzavano strumenti in selce e in ossidiana, coltivavano cereali, conoscevano la caccia, la pesca e la tessitura. Scolpivano statuine stilizzate raffiguranti la Dea Madre accentuandone le forme del seno e del bacino (raffigurazioni steatopigie). Costruivano ciotole e vasi decorati in vario modo.
Si svilupparono in quel periodo due forme di architettura funeraria. Da una parte troviamo strutture di tipo megalitico affini ai dolmen e ai menhir (in sardo "pedras fittas", ossia "pietre infisse [nel terreno]"); dall'altra le cosiddette "domus de janas" ("case delle fate" o "delle streghe"), tombe scavate nella roccia che riproducevano l'intera struttura abitativa. Il pavimento e le pareti della tomba, ma anche il corpo del defunto, venivano rivestiti di ocra rossa. Nella fase finale del periodo neolitico si succedono due civiltà ceramiche, quella di "Monte Claro" e del "Vaso campaniforme" e inizia la lavorazione dei metalli, prima del rame e in seguito del bronzo. La civiltà nuragica vede la luce durante la fase culturale detta di Bonnanaro (1800-1600 a.C. circa).Secondo alcuni studiosi, in età nuragica l'isola era molto popolosa: si suppone che su una media di 5000 nuraghi semplici, di 3000 fra nuraghi complessi e villaggi, con una media di 10 abitanti per ogni torre isolata e di 100 abitanti per ogni borgo, si poteva contare una popolazione di circa 350.000 unità (la Sardegna raggiungerà nuovamente una simile densità abitativa solo nel XV secolo d.C.).Più di 7000 nuraghi, in media uno ogni 4 km², e centinaia di villaggi e tombe megalitiche sono la testimonianza di una delle civiltà mediterranee più originali e misteriose. Ma allora, i nuragici, i costruttori di torri, i Tirsenoy come li chiamavano i Greci di allora (stesso nome che davano agli Etruschi) chi erano? Dalle testimonianze delle genti antiche con cui interagivano, sicuramente furono un popolo di guerrieri e di naviganti, di pastori e di contadini, suddiviso in piccoli nuclei tribali (clan). Andavano per mare, commerciavano coi Micenei, i Fenici, gli Etruschi. Furono gli unici abitatori della Sardegna per circa 1000 anni (dal 1500 al 500 a.C. circa), su un territorio allora ricchissimo di boschi, acque, fertili valli. Il nuraghe era il centro della vita sociale delle tribù, ma oltre alle torri, altre strutture megalitiche caratterizzavano la civiltà nuragica: le tombe dei giganti (luoghi di sepoltura) e i pozzi sacri (luoghi di culto). Le enormi steli centrali delle tombe dei giganti (molte superano i 4 m di altezza) e la straordinaria precisione costruttiva dei pozzi sacri dimostrano la complessità e la raffinatezza raggiunte da questa civiltà. Anche la produzione di bronzetti, statuette tipiche della civiltà nuragica, con raffigurazioni a volte realistiche, a volte immaginarie, aggiunge fascino al mistero dei nuragici, mistero destinato sicuramente a durare ancora per la mancanza di un fondamentale elemento di decifrazione delle civiltà antiche: la scrittura.Per la sua originalità la civiltà nuragica è probabilmente quella che più di ogni altra simboleggia la Sardegna. (tratto da http://www.quattromorilivorno.it/)
Corinna

I LIGURI

I Liguri erano un'antica popolazione che ha dato il suo nome all'odierna regione della Liguria, attestata intorno al 2000 a.C. nel nord Italia e nella Francia meridionale (i due estremi tradizionali della cultura ligure vengono solitamente posti alle foci del Rodano e alle foci dell'Arno).
Fino al II millennio a.C. si pensa che i Liguri occupassero ancora ampi territori dell'Italia nord-occidentale ed anche nord-orientale per poi essere ristretti nei loro confini storici dal sopraggiungere di nuove ondate di popoli Indoeuropei (proto-Italici, Venetici e proto-Celti).
I Liguri abitavano nell'attuale Liguria, nella Toscana settentrionale, nel Piemonte, in parte della Lombardia (occidentale e meridionale) in parte dell'Emilia Romagna (provincie di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena), ed in parti del sud-est della Francia. Va citata anche la popolazione forse di ceppo ligure dei Corsi che popolava la Corsica e il nord-est Sardegna nel II e I millennio a.C.
L'avanzare del Celti nel Nord Italia durante il VI-V secolo a.C. e le conquiste dei romani nel III-II secolo a.C. spinsero i Liguri ad arroccarsi in zone montane dell'Appennino e lungo le coste del Mar Ligure.
Secondo una visione invasionista tradizionale sarebbero un popolo pre-indoeuropeo analogo agli Iberi. Secondo una visione piu' continuista, rappresenterebbero il ramo piu' settentrionale di uno strato indoeuropeo diffuso nel II millennio a.C. in tutta l'area tirrenica, fino all'Italia meridionale a alla Sicilia. Per i Liguri del I millennio a.C. sono state rivelate affinità con gli Italici e soprattutto con i Celti, tali da far ipotizzare uno strato Celto-Ligure conseguente alle migrazioni dei Celti in Italia. E' anche ipotizzata una parentela fra i Liguri e iLepontini. (tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Liguri)